Ekinèkinàkinò?

e chi è che dice di no?

FIRENZE – Un milione di tonnellate di rifiuti speciali trattati come normali. Ottocento camion che in un anno percorrevano mezza Italia carichi di terra proveniente da bonifiche di distributori di carburante, di scarti di produzione industriale contaminati dal mercurio, di bombolette piene di gas propano. Quei materiali pericolosi finivano in discariche, aree di stoccaggio e zone di ripristino ambientale in Emilia, Toscana e Trentino non attrezzate per smaltirli: diventavano bombe ecologiche. A organizzare il sistema era un’azienda grossetana, l’Agrideco, che falsificava analisi per cambiare la natura dei rifiuti e si accordava con gestori dei siti e trasportatori. Tra i suoi venti clienti anche la multinazionale Procter & Gamble e due grandi gruppi industriali come Lucchini e Marcegaglia, fondato da Steno padre della numero uno di Confindustria Emma, che ora è indagato.

La repubblica

Il sermone

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Freddo killer uccide trecento persone”, a
“Gelo uccide un senzatetto”… è tutta una
criminalizzazione dell’ondata di freddo,
crudele e assassina che uccide e fa stragi…
quante menzogne! Non è il gelo a uccidere,
ma la povertà! Non si conoscono casi di
ricchi e benestanti morti assiderati, ma solo
di poveri e senzatetto… un po troppo
selettivo questo gelo!? Non è il freddo che
uccide, ma una società incapace di
accogliere gli ultimi!
Alberto Maggi

Sardegna Uno: revocati i licenziamenti dei giornalisti

(ANSA) – CAGLIARI, 25 GEN – Sono stati revocati i licenziamenti dei quattro giornalisti dell’emittente televisiva Sardegna Uno: azienda e sindacati hanno sottoscritto l’accordo per far scattare i contratti di solidarieta’. Scongiurata la soluzione traumatica prevista all’inizio della vertenza: giornalisti, tecnici e impiegati si faranno carico della crisi dell’emittente. L’intesa e’ stata firmata dall’Associazione della stampa sarda, Slc-Cgil e Uilcom-Uil con l’editore Giorgio Mazzella.(ANSA).

Le terribili immagini dell’impatto della nave Costa Pacifica.

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La visione delle grida calcistiche di giubilo e il “batti il cinque” per il no alla carcerazione di Cosentino, mi fa comprendere ancora di più su quale è la distanza che separa questo parlamento , questa classe politica da noi. Quelli li intenti a salvarsi fra loro per salvare i loro privilegi, noi invece nel disperato tentativo di salvarci dalla miseria…

Uno spettacolo veramente disgustoso. Non hanno alcuna dignità. Sono come i baroni sardi della fine del 1700 , quelli di “Procurate moderate”…

G.Medas

Abominevole dichiarazione di Paolo Villaggio. Se prima mi faceva divertire con le sue stupidaggini ora mi fa solo pena. Delirio di un uomo arrivato al capolinea e probabilmente affetto da demenza senile.

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Una marea di soldi pubblici al duo Mazzella-Zuncheddu

mazzella

Sarebbe interessante capire in che modo il Giorgio Mazzella banchiere abbia gestito e impiegato la marea di soldi pubblici che la Regione di Ugo Cappellacci ha versato al Giorgio Mazzella editore. Com’è noto, in Sardegna non esiste una legge specifica per il sostegno all’editoria: i fondi pubblici sono stanziati e suddivisi a discrezione del governatore, che propone di volta in volta alla giunta quanto e a chi concedere i denari. Per la pubblicità istituzionale, invero, vanno seguiti alcuni criteri specifici. Che sono però proposti dal presidente della Regione e approvati dalla giunta. Ben si capisce che in un sistema del genere, l’arbitrio gioca un ruolo preminente. E infatti, la gran parte degli approvvigionamenti di denaro pubblico immessi nel comparto editoriale sardo, finisce smaccatamente nelle casse del duo composto dallo stesso Mazzella e dal tycoon in salsa burcerese Sergio Zuncheddu, imprenditore-editore e patron di Videolina, Radiolina, Tcs, Unione sarda e di Pbm, che si occupa di raccolta pubblicitaria.

Qualche cifra. Tra la fine del 2010 e lo scorso anno, Sardegna Uno ha incassato dalla Regione oltre 650mila euro. Esattamente la metà rispetto ai versamenti effettuati sui conti correnti del gruppo di Sergio Zuncheddu, campione indiscusso con un milione e 200mila euro. Solo 323mila euro, invece, per La Nuova Sardegna. Solo per la messa in onda della trasmissione istituzional-propagandistica ideata da Tcs e subito sposata da Cappellacci, “Novas”, l’emittente di via Venturi ha ricevuto poco più di 280mila euro. Una cifra di tutto rispetto ma alquanto inferiore ai 626mila euro finiti nel conto corrente di Sergio Zuncheddu, che comprendono non solo la messa in onda di “Novas”, ma pure le spese di stampa e distribuzione con l’Unione sarda della versione cartacea. Finita qui? Macché. Perché prima di andare in onda, la trasmissione televisiva va realizzata. A chi l’arduo compito? A Tcs, appunto.

L’emittente di Zuncheddu invia una proposta alla Regione e la presidenza, nel tempo record di ventiquattrore, approva il progetto e contestualmente accorda un esborso totale di 200mila euro per la realizzazione di ben 59 puntate. Peccato che la maggior parte del lavoro sia svolto tra le mura della Regione dai professionisti dell’ufficio stampa della presidenza. A Tcs rimane il duro lavoro di montaggio dei servizi già chiusi, le luci, la conduzione, la collaborazione del giornalista Antonello Lai. E soprattutto 200mila euro in cassa senza nemmeno il disturbo di una gara ad evidenza pubblica: tutto assegnato per via diretta da Cappellacci al gruppo Zuncheddu. La Regione-editore. Fin qui la “comunicazione istituzionale”. Per le case editrici sarde – fortunatamente numerose e nella maggior parte dei casi in buona salute – il discorso cambia. Perché in questo caso la discrezionalità del presidente della giunta è pressoché totale.

Di tanto in tanto, Cappellacci propone, la giunta approva e la Regione spende. L’ultima ripartizione di fondi pubblici in favore delle case editrici isolane risale al23 dicembre scorso. Tra le varie voci, 32mila euro finiscono nelle casse di “Isola editrice” per la stampa del volume fotografico “Sardegna – Un anno di feste”. Ma l’esecutivo ha pure trovato il tempo per finanziare con 35mila euro la realizzazione di una rubrica televisiva “con le modalità del talk show”, animato dagli emigrati, dall’evocativo titolo “Nati sardi”. Senza dimenticare, nel recente passato, i100mila euro dati al Maestrale per la ripubblicazione del volumedi Giovanni Lilliu “La civiltà dei sardi”, i 30mila concessi all’Autorità portuale di Cagliari per un’opera sulla storia del porto dall’Unità ai giorni nostri, i 40mila finiti alla Madriké per l’edizione speciale del libro “La modernità del pensiero di Giuseppe Mazzini” e i 50mila euro per la “Sintesidella storiadi Sardegna” di Francesco Cesare Casula. La Regione è alquanto generosa pure con le case editrici nazionali, come Donzelli, che per pubblicare il libro “La Sardegna nel Risorgimento” ha ottenuto 45mila euro. (Pablo Sole)

 Sardegna 24    7 gennaio 2012
Con un fax inviato alla vigilia di Capodanno, la Omsa ha comunicato a 239 lavoratrici il loro licenziamento. La decisione di chiudere lo stabilimento di Faenza per riaprirlo in Serbia non ha giustificazione: la Omsa, infatti, non è in crisi, produce e vende tantissimo, si fregia del marchio “made in Italy” e in Italia ha il grosso del suo mercato. Ma in Serbia, forse, può sfruttare meglio chi lavora. Sul web è montata l’indignazione ma anche la volontà di far cambiare idea alla proprietà. Abbiamo poche settimane di tempo per convincerli a non chiudere, a non mandare centinaia di famiglie sul lastrico.
Per farlo dobbiamo farci sentire. Vincere questa battaglia significa lanciare un monito a tutte le aziende che, dopo aver goduto per decenni di benefici e sovvenzioni, in un momento di crisi del Paese, abbandonano la nave al solo scopo di fare qualche profitto in più sfruttando manodopera a basso costo all’estero.IMPORTANTE, Se clicchi parteciperò ti impegni a:
- non acquistare prodotti Omsa e Golden Lady e invitare amici e parenti a fare altrettanto
- Invitare almeno 10 amici a quest’evento

APRIAMO IL 2012 CON QUESTA BATTAGLIA DI CIVILTA’
Se a partecipare a quest’evento saremo tantissimi la Omsa (ma anche le altre aziende) avranno di che riflettere

Questi i marchi che fanno capo alla Omsa: Philippe Matignon – Sisi – Omsa – Golden Lady – Hue Donna – Hue Uomo – Saltallegro – Saltallegro Bebè – Serenella

Per maggior informazioni visitate la pagina di Facebook che ha promosso l’evento
https://www.facebook.com/events/297755890270427/